WhatsApp, likemania, sexting e selfie: quando diventano malattie

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Cliccano, postano, scrollano, whatsappano e si loggano: gli adolescenti italiani sono sempre più un (cyber) popolo di iperconessi e smanettoni, che a lungo andare sviluppano una vera e propria dipendenza nei confronti della tecnologia.

Occhi puntati sullo smartphone

A dirlo è uno studio condotto dall’Osservatorio Nazionale Adolescenza su 8000 ragazzi a partire dagli 11 anni d’età: circa 5 su 10 dichiarano di trascorrere dalle 3 alle 6 ore extrascolastiche con lo smartphone in mano, il 16% dalle 7 alle 10 ore, mentre il 10% supera abbondantemente la soglia delle 10 ore. I teenager, insomma, trascorrono gran parte della loro giornata con gli occhi puntati sullo schermo del telefonino, in attesa di ricevere sms, chattare con gli amici, condividere selfie e fare un “like” alla foto di qualcuno.

Dipendenza da social network

Dalla ricerca è emerso che la vera “droga” virtuale sono i social network: il 95% degli adolescenti ha almeno un profilo personale, contro il 77% dei preadolescenti. Il primo è stato aperto intorno ai 12 anni e la maggior parte di loro arriva a gestire in parallelo 5-6 “identità”, insieme a 2-3 app di messaggistica istantanea. I social network e le applicazioni più gettonati? Facebook (69%), Instagram (67%), YouTube (66%), Snapchat (47%), Ask (22%), Twitter (16%) e Tumblr (15%).

I rischi della Rete

Il fatto che i nostri giovani siano onnipresenti nella Rete, anche attraverso profili falsi, aumenta i rischi: ciò da un lato favorisce comportamenti come il sexting, il cyberbullismo e la diffusione di materiale privato nel web e dall’altro risultano facili prede del grooming, cioè l’adescamento di minori online.

Lo studio, inoltre, mette in guardia mamme e papà sui pericoli che si nascondono in internet, portando alla luce le nuove patologie che colpiscono i teenager troppo esposti alla tecnologia. Sfogliate la gallery per scoprire quali sono.

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