Gioca a Tetris come terapia per superare un trauma

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Tetris

Uno studio di un importante istituto di ricerca dimostra che passare 20 minuti dopo un trauma con il gioco dei mattoncini diminuisce i sintomi del disturbo da stress traumatico

Il video game è disponibile praticamente in ogni piattaforma ed è molto semplice. I vari pezzi del Tetris si chiamano tetramini. Ognuno di loro è composto da quattro blocchi. I tetramini cadono giù uno alla volta e il compito del giocatore è ruotarli o muoverli in modo che creino una riga orizzontale di blocchi senza interruzioni. Quando la riga è stata creata, i mattoni spariscono e gli eventuali pezzi sovrastanti cadono a formare nuove linee.

È un gioco visivo a semplicità immersiva 

Ora una ricerca del Karolinska Institutet di Stoccolma sostiene che la sua semplicità immersiva ne fa un potente strumento terapeutico. Per semplicità immersiva si intende un’esperienza così coinvolgente da non far pensare a niente. In pratica mentre si gioca non ci si può distrarre neanche un secondo, altrimenti si perde. 

Allevia la disturbo da stress post traumatico

A condurre lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Molecular Psychiatry, la professoressa Emily Holmes che ha dimostrato che la Tetris terapia può alleviare l’impatto psicologico degli eventi traumatici.

Bastano 20 minuti di gioco 

I ricercatori hanno testato questa terapia su pazienti ricoverati in ospedale in stato di shock dopo un incidente stradale. A loro è stato chiesto di visualizzare lo scontro tra auto che li ha visti protagonisti e poi di iniziare a giocare a Tetris. I risultati? Sono bastati 20 minuti per riuscire a fermare i disturbi della memoria che generalmente possono colpire dopo un incidente.

Il parere dell’esperto 

«I nostri risultati suggeriscono che se siamo occupati in compiti visivi dai quali non possiamo distrarci subito dopo un trauma – spiega Holmes – questo può aiutarci a bloccare o interrompere la registrazione del ricordo in modo molto forte e vivido nella memoria». La ricerca sostiene che ci sia una finestra di 6 ore dopo l’evento traumatico per poter intervenire.

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