Postura e mal di schiena: l’attività fisica è utile

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Postura e mal di schiena: l'attività fisica è utile

Le cause vanno dall’uso dello smartphone, alla sedentarietà allo stare seduti composti troppo a lungo. L’esperto di OK Stefano Negrini spiega cosa fare

Il mal di schiena è tra le tipologie di dolore più diffuse. In Italia, 13 milioni di persone soffrono della forma cronica, una condizione che genera problemi sociali, economici e lavorativi molto seri. Questo tipo di malessere, che si pensa sia prettamente tipico di un’età avanzata, colpisce, invece, sempre di più anche i più giovani.

Nei giovani il problema è lo smartphone

Per questo, gli esperti mettono in guardia sugli errori di postura, in particolare all’uso costante dello smartphone, responsabile dell’aumento dei casi di infiammazione della cervicale: già ora quasi la metà dei ragazzi tra i 16 e i 24 anni lamenta dolori al collo e alla schiena. Ecco i consigli di Stefano Negrini, professore associato di Medicina fisica e riabilitativa all’Università di Brescia e direttore scientifico dell’Istituto scientifico italiano colonna vertebrale di Milano (puoi chiedergli un consulto qui).

 Cambiare spesso postura

«Stai dritto altrimenti ti viene il mal di schiena» è la più classica delle raccomandazioni delle mamme. Ma è bene precisare che la postura può influire sul benessere della colonna vertebrale ma non esserne una diretta responsabile.
La moderna ergonomia rivela che la postura migliore è quella che si cambia in continuazione. Perché anche quella più corretta, se protratta per lungo tempo, porta, comunque, la muscolatura in sofferenza.

Poco utile, a tal proposito, rimanere ore seduti davanti al pc anche se si mantiene il busto dritto e le gambe non accavallate che formano un angolo di 45 gradi. Sembrerebbe un atteggiamento perfetto, ma è dimostrato che stare seduti composti, per tutto il giorno, può, paradossalmente, causare più dolore alla colonna vertebrale. La postura va cambiata spesso: scomposti sulla sedia per qualche minuto non fa male, composti tutto il giorno invece sì.

Le cause che generano mal di schiena possono essere quindi diverse, cosa che crea nel paziente molta confusione. Come comportarsi allora?

Terapie antalgiche

Prima di tutto, occorre rivolgersi a un medico esperto in patologie vertebrali, per verificare se vi siano problematiche particolari. Nel caso non si riscontrasse un problema di tipo patologico, si passa a una diagnosi funzionale: si valuta quali sono le condizioni del paziente rispetto ai dolori che riporta e si intraprende una prima proposta terapeutica.
In caso di dolore acuto, o di una riacutizzazione, la fase iniziale di approccio al problema, da seguire per quattro, cinque giorni, è a base di farmaci antinfiammatori contro il dolore e miorilassanti per sciogliere le contratture muscolari. In caso di allergie, può essere utile una terapia manuale eseguita da mani esperte. Queste terapie antalgiche hanno come obbiettivo quello di curare il dolore senza, però, porre rimedio alle cause scatenanti.

Terapie riabilitative

Intervengono quando il dolore, anche se non più lancinante, diventa cronico, come nel caso di Marianna Di Martinola quale ha curato il mal di schiena con un approccio dinamico: un’attività di potenziamento muscolare. Sempre sotto la guida dello specialista, può essere una valida soluzione programmare una delle terapie riabilitative, diverse in base al problema del singolo paziente, che includono sempre una combinazione fra trattamenti a base di esercizi e terapie che agiscono sugli elementi psicosociali che aumentano il dolore quando è diventato cronico.
Le tecniche di ginnastica generale, come il pilates e la ginnastica posturale, sono spesso utili, anche se non specifiche e non inquadrate come interventi riabilitativi.

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