Menopausa: la terapia ormonale combatte l’insonnia

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Menopausa: la terapia ormonale combatte l'insonnia

Presa a basse dosi migliora la qualità del sonno riducendo vampate e sudorazione notturna

Notti più serene per le donne in menopausa grazie alla terapia ormonale: assunta a basse dosi, migliora la qualità del sonno riducendo vampate e sudorazione notturna. Lo dimostra uno studio americano pubblicato dalla Mayo Clinic di Rochester su Menopause: The Journal of The North American Menopause Society.

Notti da incubo

Se ne parla poco, ma il problema dell’insonnia riguarda fino al 60% delle donne che si avvicinano o superano la soglia della menopausa: la maggior parte di loro soffre anche di sudorazione notturna e improvvise vampate di calore, che impediscono di addormentarsi oppure causano frequenti risvegli. «Una cattiva qualità del sonno a lungo andare può avere conseguenze che vanno ben oltre l’umore», spiega Virginia Miller, a capo del Centro di ricerca sulla salute femminile della Mayo Clinic. «Tra i vari rischi per la salute, la carenza di sonno può favorire anche le malattie cardiovascolari. Possono esserci serie conseguenze, sia mentali che fisiche, se non si riposa in maniera adeguata per periodi prolungati».

Lo studio

Alla ricerca di una valida soluzione, i ricercatori hanno condotto uno studio per verificare gli effetti della terapia ormonale sostitutiva su questo specifico problema. In particolare, sono state testate due forme di terapia ormonale: gli estrogeni orali e il cerotto transdermico a base di estradiolo. I loro effetti sono stati confrontati con quelli di un placebo su un gruppo di donne appena entrate in menopausa, arruolate nell’ambito del grande progetto di ricerca “Kronos Early Estrogen Prevention Study”. Nel corso della sperimentazione, le pazienti hanno monitorato la qualità del sonno e hanno riportato l’intensità delle vampate e della sudorazione notturna.

I risultati

A distanza di quattro anni, le signore in terapia ormonale avevano notato un netto miglioramento della qualità del sonno, pari al doppio rispetto a quello riportato dalle coetanee che avevano assunto il placebo. Questo progresso è stato accompagnato anche da una riduzione di vampate e sudorazione, ma resta ancora da chiarire se questi fenomeni siano una causa o una conseguenza dei disturbi del sonno.

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