“Offro mia figlia di 9 anni per esperienze di ogni tipo…”. Legge questo annuncio su internet e decide di percorrere più di 1000 km per abusare sessualmente della piccola

Quasi ogni giorno, nel mondo, una notizia di pedofilia sconvolge l’intero pianeta. Schiavi sessuali minorenni, abusi in famiglia (senza dubbio i più frequenti) e ultimamente, bambini adescati via internet, venduti come carne in scatola, come un qualsiasi oggetto acquistabile su Amazon. La storia che vi stiamo per raccontare è una di quelle che ci arriva dall’altra metà del mondo. No, non dal punto di vista geografico, ma morale. Un mondo marcio, mangiato da un cancro invisibile che è perlopiù invisibile agli occhi dell’altra metà, quella civile, quella “buona”. Questa è l’assurda vicenda di Mark Andrew Nichols, 64 anni, padre di famiglia, che è partito da casa sua in Texas per andare in Florida ad incontrare una bimba di soli 9 anni, almeno così credeva. Mark ha percorso oltre 1600 chilometri per incontrare una bimba di 9 anni per abusare sessualmente di lei. L’uomo, come riporta il Daily Mail, non ha fatto altro che rispondere ad un annuncio: “Offro mia figlia per esperienze nuove, per farla crescere, pagamento in denaro”, pensando che un genitore gli stesse offrendo la sua bambina.

In realtà, però, sfortuna per il pedofilo e fortuna per la bambina (che per inciso non esiste) era tutto una trappola: alcuni detective che si occupano di crimini sessuali hanno messo il falso annuncio con lo scopo di incastrare dei pedofili e sono riusciti nel loro intento. Quando l’uomo era quasi giunto a destinazione è stato arrestato. I detective si sono spacciati per dei falsi genitori di falsi bambini dicendo di essere disposti a cedere i propri figli. Nichols ha risposto dicendo di essere affascinato dall’idea dell’incesto e di essere disponibile a degli incontri sessuali con la bimba e il genitore. L’uomo nella chat descrive con particolari quello che avrebbe voluto fare alla bimba, tutto quello che la sua fantasia gli comandava, come la avrebbe rincuorata mentre il padre abusava di lei, come avrebbe goduto se l’avesse abusata personalmente, di quanto gli sarebbe piaciuto guardare i genitori fare sesso mentre lui e la piccola avrebbero guardato la scena.

Ad aspettarlo però, non c’era lei, non c’era il padre e nemmeno la madre: c’erano i poliziotti che l’hanno arrestato con un accusa pesantissima: tentato stupro e pedofilia, un crimine gravissimo, soprattutto negli Usa. Arrestato immediatamente, si è scoperto che Mark, oltre ad avere con se caramelle e lubrificante per la bambina, aveva anche un’altra condanna pendente: aveva infatti, tempo prima, provato a sedurre un ragazzino di appena 12 anni, aveva usato il computer per commettere atti di pedofilia virtuale e aveva usato degli smartphone per chiamare e/o chattare con dei minorenni. Ora Mark Andrew Nichols, di 64 anni, è in galera e non ne uscirà molto presto anche se la cauzione è stata fissata per appena 1500 dollari.

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