Ho scoperto mio padre mentre si sba*teva mia cugina: “la sua risposta è stata disarmante”

Avevo 18 anni ed era l’ultimo dell’anno. Dovevo andare a una festa in una casa occupata di Shoreditch, a Londra, ma quando ci sono arrivata erano le 11.45 e non avevo ancora bevuto niente, quindi ero nel panico. Al tempo avevo un sacco di amici russi, e avevano portato una bottiglia di vodka purissima a 80 gradi di ritorno da un recente viaggio in madrepatria. Quando un liquore è così forte non lo senti nemmeno, e avevo 18 anni ed ero idiota, quindi ho semplicemente cominciato a trangugiare. Non so quanto ho bevuto, ma al momento del conto alla rovescia ero completamente ubriaca e stavo baciando un 30enne. Poco dopo, la stanza ha cominciato a girare e io a vomitare in maniera del tutto incontrollata. Ho cercato di uscire per prendere un po’ d’aria fresca ma ho vomitato sulle scale. Non ricordo quanto tempo sia passato prima che uno dei miei amici mi avvertisse che avevano chiamato mio padre perché mi venisse a prendere.

Che sarebbe anche stato ottimo, tranne per il fatto che i miei genitori sono musulmani osservanti che non sanno che bevo. Mio padre, sia benedetto, è arrivato, e i miei amici mi hanno trascinato in macchina, dove ho passato tutto il viaggio verso casa a vomitare a intermittenza fuori dal finestrino e mugugnare qualche scusa del ca**o su un cibo andato a male che avevo mangiato. Nel mentre, le persone che festeggiavano in strada mi urlavano, “Forza tesoro! Butta fuori!” È stato un viaggio tranquillo—mio padre sembrava solo deluso, dato che entrambi i miei genitori si limitano a negare questa parte della mia vita. Stavo talmente male che non sono nemmeno finita nei guai; mio padre non ne ha parlato mai più e io ho passato due giorni a letto a vomitare e senza riuscire a mangiare, con un’intossicazione da alcol. Non ho mai più toccato la vodka, e la parte alcolica della mia vita è ancora nascosta ai miei genitori.

 

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