Oculus Go, Facebook inaugura l’epoca degli incontri virtuali

Per chi ha letto o visto Ready Player One, i riferimenti sono immediati. Per chi è digiuno del romanzo di Ernest Cline o del film di Spielberg, parliamo di un futuro dove la Terra è tanto affollata e corrotta dall’inquinamento dal costringere gli abitanti a rifugiarsi nel virtuale, in particolare in un software che si chiama Oasis, per le normali attività di scuola, lavoro o il ritrovarsi tra amici. Senza l’atmosfera cupa di un 2045 distopico, quel futuro da avatar da qualche giorno è diventato presente. Artefice è un produttore di software, come nella storia, quel Mark Zuckerberg che ha inventato una piattaforma abitata già da 2,2 miliardi di persone (Facebook) e che dal palco dell’F8, la conferenza annuale sulle novità dell’azienda di Menlo Park, tra una scusa e una promessa dopo lo scandalo di Cambridge Analytica, ha presentato gli Oculus Go. I visori per realtà virtuale prodotti dall’azienda, la Oculus, acquistata da Facebook nel 2014 per due miliardi di dollari, sono il primo dispositivo con tutte le caratteristiche giuste per far diventare i mondi virtuali un fenomeno di massa. Alla Player One, appunto

Indietro al 1978
Di realtà virtuale si parla da anni, con i primi Oculus che compaiono a inizio 2016, insieme ai Vive di Htc, e Playstation Vr che arriva nell’ottobre dello stesso anno. Il Financial Times allora paragonò quel Natale a quello del 1978, quando tutti parlavano di Apple II e Atari 800, ma solo anni dopo quando il prezzo si era calmierato, pc e console iniziarono a diffondersi. Il prezzo, 219 euro, non basso ma accessibile, non è l’unica caratteristica di Oculus Go che fa pensare a una possibile febbre da virtuale. I nuovi visori sono prima di tutto stand alone, cioè non necessitano di essere collegati né a un pc o a una console, né di uno smartphone da inserire all’interno, per funzionare: estratti dalla confezione, si collegano a un’app sul telefono per configurarsi da sé e dopo neanche 5 minuti siamo già pronti a esplorare mondi digitali. A differenza poi di altri produttori, da Lenovo ad Asus ad Htc stessa, gli Oculus dispongono di una libreria di oltre un migliaio di esperienze virtuali, dal safari interattivo all’essere Lara Croft in prima persona, che sono perfette per il cosiddetto entry level, il livello base che può attirare diverse tipologie di acquirenti. Con la differenza rispetto a Playstation che ci fa tornare al prezzo e all’immediatezza d’uso.

 

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